Star Wars: l’ascesa di Skywalker – dalle stelle alle stalle

Ci è voluto circa un anno.

Sono trascorsi più di trecentocinquanta giorni e siamo passati attraverso  una epidemia mondiale, celebrità dello spettacolo e sportive decedute una dopo l’altra senza dimenticare crisi economiche e politiche galoppanti per tutto il globo.

Eppure alla fine eccomi qua, a parlarvi di un capolavoro. L’ho digerito in tutto questo tempo, l’ho assimilato in ogni suo frame e mi sono concesso una seconda visione. E, come la prima volta, sono rimasto fulminato sulla via di Exegol: l’ascesa di Skywalker è una perla di inimitabile valore nell’ambito cinematografico (e non solo). In poco più di due ore demolisce una saga trentennale, travolgendo come uno tsunami gli altri 8 film. Non era facile ma le scelte di sceneggiatura della premiata ditta Abrahams e Terrio è riuscita nell’ardua impresa. La terza trilogia (e se questo è il trend spero sia vivamente l’ultima) ambientata nell’universo lucasiano fatto di Galassie lontane, cavalieri con spade laser, maestri maghi e alieni buffi, non era partita su basi solidissime. Il caro JJ aveva citato più volte (troppe) la prima trilogia nel suo Risveglio della Forza. Eppure la potenzialità di fare qualcosa che non fosse un disastro si intravedeva, merito di alcune idee non proprio malvagie. Ryan Johnson ci aveva messo del suo ad illudermi, mannaggia a lui, tirando fuori dal cilindro un capitolo magnifico (Gli ultimi jedi) che capovolgeva le nostre convinzioni senza rinnegare il passato ma preparando il passaggio di testimone tra vecchio e nuovo. E poi è arrivata l’ascesa di Skywalker che, malgrado il nome, per Star Wars è invece un evidente declino. Vediamo quindi quest’opera di ingegneria sopraffina che a picconate ha distrutto tutto quanto di buono fatto prima. Dato che parliamo di un “saghicidio” ad opera di questa pellicola, occorre dissezionarla per bene.

Tirate un ultimo inspiro e turatevi il naso: avviciniamoci al cadavere in decomposizione di Star Wars. 

"Era meglio farmi morire in Episodio VIII, mannaggia a voi!"
“Sarebbe stato meglio farmi morire in Episodio VIII, mannaggia a voi!”

E’ LUI O NON E’ LUI? MA CERTO CHE E’ LUI!

“I morti ritornano”. In uno degli incipit meno riusciti dell’intera cinematografia mondiale dopo nemmeno 5 minuti assistiamo alla presentazione del cattivo. Come nemmeno in un film di Romero, Star Wars si apre con queste parole. La suspence vada a farsi friggere, bisogna mostrare il malvagio per eccellenza, rispolverato dalle polveri stellari in fretta e furia da Terrio e Abrhams. L’imperatore Palpatine. Proprio il nostro arzillo signore dei Sith che avevamo lasciato sprofondare in un buco oscuro circondato da fulmini grazie al sacrificio del suo ex pupillo Darth Vader. Ha gabbato tutti, il buon Palpa. Da Vader che è morto per nulla fino a Luke, passando per chi si è dedicato alla scrittura dei primi due episodi della saga degli anni duemiladieci di star wars. Tutti lo credevano bello è sepolto (o forse evaporato), non di certo sveglio e attaccato ad una gru al comando di una flotta infinita capace di distruggere la galassia in dieci minuti ( a dir tanto). E invece lo vediamo gongolare su tale Exegol, mentre con le sue mani scheletriche prova a spiegare al povero Kilo Ren che si celava lui dietro il pelato Snoke e che gli avrebbe ceduto lo scranno imperiale una volta che la Rey nazionale fosse stata falciata a colpi di spada laser. Il nostro Kilo, tra una bestemmia interiore ed un altra, accetta di buon grado tale incarico chiudendo il nostro primo siparietto che presenta i due cattivoni di turno (il primo apparentemente furbo, il secondo apparentemente scemo) è finito. 

Hai una flotta composta da navi immani dotate di cannone distruggi-pianeti? Teniamola parcheggiata al sicuro.
Hai una flotta composta da navi immani dotate di cannone distruggi-pianeti? Teniamola parcheggiata al sicuro.

MARY SUE ED I SUOI AMICI

La Rey infallibile intanto si allena da sola a colpi di spada laser nei boschi, quando al ritorno da una solitaria sessione di allenamento un ritrovato Meriadoc Brandibuck (che scommetto ha nella sceneggiatura il soprannome di “omino-spiegone”) ci dice che Palpatine è vivo, addirittura tirando fuori teorie senza alcun appiglio (roba che nemmeno i peggiori complottasti sui social al giorno d’oggi) “scienze oscure, clonazione, qualcosa reso noto solo ai sith”.

"scienze oscure, clonazione, qualcosa reso noto solo ai sith"
“Scienze oscure, clonazione, qualcosa reso noto solo ai Sith” cit. Merry

Sta di fatto che i nostri partono in missione (lasciando a terra la povera disgraziata Rose, rea di essere stata centrale nella visione di Johnson e, quindi, da declassare a comparsa di 10 secondi per punizione). In una caccia al tesoro forsennata i nostri sono alla ricerca di bussole di matrice sith capaci di svelarci l’ubicazione del Palpa e della sua armata invisibile (che però resta parcheggiata per tutto il film). E così vediamo gironzolare Rey ad una sagra paesana, tra sguardi affamati ad alieni piccolini dalla forma suina, passando per la comparsa di nonno Lando che giustifica la sua presenza in questo film, affermando di essersi dedicato ad attività investigative con Luke Skywalker. Come dei novelli Holmes e Watson, il duo ha cercato per anni le tracce di un mercenario che poteva avere la benedetta bussola sith. Eppure avere il più grande Jedi vivente ed uno scafato ex contrabbandiere non è bastato in quanto le loro indagini si sono concluse con un buco nell’acqua. (O, per meglio dire, nel deserto). E così Luke era tornato a svernare nel pianeta in cui creperà nell’episodio VIII mentre Clarissan viveva ai margini della società in una triste roulotte aliena.

"Adam, il tuo personaggio dovrà sempre inseguire Rey ripetendo frasi banali".
“Adam, il tuo personaggio dovrà sempre inseguire Rey ripetendo frasi banali”.

Poco dopo Rey avvia una videochat con Kylo Ren: anziché parlare in maniera decente i due si dilettano a psicoanalizzarsi a vicenda, dicendo all’altro cosa pensano stia pensando. Mah. Malgrado l’inutilità dello scambio di battute tra i due, qualcosa che smuove la trama c’è: grazie ad un souvenir alieno posseduto da Rey, l’aspirante Signore Oscuro dei Sith risale alla sua ubicazione e si dirige di gran carriera nel pianeta sabbioso sguinzagliando la sua boy band (I Ren Boys), dei figuri incappucciati che non fanno altro – per tutto il film – che camminare armati con pose fighe. E allora vai con l’inseguimento tra le dune, con un inedito potere taumaturgico di Rey e, dulcis in fundo, una gara a chi riesce a tenere un’astronave in aria con la Forza tra Kylo e Rey. Vince quest’ultima grazie ad una scossa elettrica mietendo non poche vittime tra le quali – pare – anche il buon Cwebe, ormai l’ultimo rimasto nella compagine originale (esclusi i droidi). Lungi dal disperarsi per aver fritto il Wookie più famoso del grande schermo, la nostra eroina ne approfitta per fare le valigie e ripartire con l’indizio appena recuperato dalla carcassa del mercenario divorato dal mostro appena curato con l’apposizione della mano intrisa di Forza. Altro giro, altro pianeta. Stavolta sono 4 casine in croce immerse nella bufera di neve. Nemmeno il tempo di scendere a terra ed una ex di Poe minaccia con dolci parole: “voglio vedere il tuo cervello nella neve”. Basta menare i suoi colleghi criminali con i poteri della Forza e la signora Zory si dimostra affabile e gentile con i nostri. Magnifico. Viene resettato il povero c3po che ormai ha perso il suo ruolo di comic relief in quanto tutta la pellicola è un gigantesco comic relief della saga ed i nostri sono in procinto di salpare quando ricompare il Kylo oscuro in giro per le strade. Altra videochat, stavolta più violenta tra i due protagonisti. Rey intanto è salita sull’incrociatore di Ren ed è in possesso della lama capace di svelare il segreto di Palpa. Un coltello la cui lama ha testualmente scritto in sith-orchesco “il segreto è nella lama”. Ok. Viene anche salvato Cwebe che era salito su un’altra navicella (o uno sceneggiatore alla Boris si è accorto, dopo aver girato la scena del duello desertico di prima, che uccidere l’ultimo rimasuglio di personaggi ancora in vita della saga originale non era la migliore delle idee) e per prima cosa chiede di Rey. Evidentemente intende farle un discorsetto per il tentato wookicidio. 

LA SPIA DEFICIENTE, IL DUELLO SULLE ONDE E IL GRAN FINALE

Ricompare a caso il generale Hux che si rivela essere una spia dei ribelli in quanto odia Ren. Peccato che non riesca minimamente a dissimulare le proprie vere intenzioni e venga trucidato dopo 3 minuti di presenza scenica dal primo comandante imperiale di passaggio. Meraviglioso Hux. 

007 gli fa un baffo. Miglior spia di sempre.
007 gli fa un baffo. Miglior spia di sempre.

Ci avviciniamo alla resa dei conti. Prima però, dopo un pianeta desertico ed uno innevato, ci tocca ormai il consueto pianeta marino. Ci troviamo dentro le rovine della Morte Nera con tanto di camera segreta con annessa visione no sense di una Rey malvagia. Ancora una volta Kylo riesce a scovare la nostra Rey e ancora una volta si parlano senza dirsi nulla. Perlomeno stavolta, grazie al cielo, si passa alle spade laser e via con un duello che è una delle cose meglio riuscite del film (non che sia un merito, visto l’infimo livello del resto) con le onde che si infrangono sul relitto imperiale mentre Kylo finalmente mostra alla rivale chi è il vero spadaccino…almeno fino a quando la voce materna di Leia distrae il nostro sith capelluto. Facendosi beffe di qualsivoglia fairplay Rey lo infilza come uno spiedino. Poi, richiamata dal VAR della Forza, decide di rimettere le cose a posto e ricuce perfettamente il buco nello stomaco dello spilungone nero, lo saluta e prende il volo verso il livello finale di quello strambo videogioco che è Episodio IX. Come nella migliore tradizione videoludica, infatti, a Exegol risiede il boss finale circondato dalla sua armata invincibile (per anni in silenziosa attesa con tanto di equipaggi e armamenti). Bando alle presentazioni, Rey è ancora sconvolta dalla rivelazione di essere la nipote di Palpa. Ebbene sì, il malvagio Signore dei Sith è suo nonno. E da bravo nonnino le offre il trono imperiale.

E chi è la nipotina più elettrizzante della galassia? Vieni ad abbracciarmi cara!
E chi è la nipotina più elettrizzante della galassia? Vieni ad abbracciarmi cara!

Purtroppo la demenza senile colpisce anche i migliori e, da fine doppiogiochista e acuto manipolatore, finisce per diventare un cattivo da operetta. Dice chiaramente a Rey che si impossesserà del suo corpo (altro che esorcista) e governerà la Galassia. Malgrado non sia certo la più sveglia nel lotto di personaggi della saga, la nostra ha qualche dubbio sulla proposta palpatiana e questo dà il tempo a Kylo di giungere a darle una mano dopo aver mazzolato per bene i suoi Ren Boys in un minuto scarso (grazie all’invio telepatico della spada laser da parte di Rey). I due finalmente affrontano il cattivo ma questi si accorge che può prosciugarli tutti e due diventando il super mega iper boss della galassia. E via con la modalità dissennatore. Nel frattempo la flotta invincibile di nonno Palpa (dotata di incrociatori aventi la potenza di una morte nera cadauno) ha delle difficoltà di manovra visto che si può muovere solo se la nave madre ha funzionante un radio faro. A questo punto verrebbe da chiedersi a che serva avere stuole di ufficiali e comandanti in divisa nei migliaia di ponti di comando. Evidentemente Palpa doveva piazzare altri parenti. Sta di fatto che questo enorme ammasso di astronavi immobili si ritrova contro tutte le navicelle della galassia che, in una sorta di riunione condominiale di portata immane, compaiono all’improvviso riuscendo pure a procurare qualche grattacapo agli imperiali. Palpa, appena terminata l’aspirazione, dopo essere stato osannato da una inedita curva di tifosi sith tutti incappucciati, scaglia un’onda energetica laser contro il cielo paralizzando le navi ribelli. Forse ci siamo, forse stavolta il nonno Palpa riesce a farne una giusta. E invece no. Kylo Ren è ancora vivo e si sacrifica donando la propria vita a Rey, limonandola e schiattando beato, contento di non vedere gli ultimi fotogrammi dello scempio che prende il nome di episodio IX. Rey, dal canto suo, parte con i suoi slogan banali e come rappresentatrice sindacale del mondo jedi si oppone ad un nonno Palpa che per l’occasione ha cambiato l’abito. Ha la meglio ed il bene trionfa. Tutti contenti e allegri (eccetto gli equipaggi delle navi imperiali morti malamente senza nemmeno aver mai oltrepassato l’atmosfera del pianeta Exegol). Per gli ultras sith probabilmente è stata disposta una DASPO collettiva con divieto assoluto di calcare i campi di duelli jedi-sith per le prossime 3 saghe. 

Tra gli urli di gioia dei Ribelli ci sono le lacrime di rabbia e delusione di chi ha perso qualcosa in queste due ore. 

Perde Finn che non sapremo mai cosa diamine voleva dire a Rey tutto il film. Ha urlato in ogni scena il nome della Palpatine più bella della Galassia (non che ci volesse molto) e non si riesce a capire il perché di tale morboso attaccamento.

Perde Poe che si ritrova la ex pazza e maniaca miracolosamente sopravvissuta ad un genocidio, pronta a torturarlo con repentini cambi di umore, colpi di pistola nelle parti basse e offese a non finire.

Perde Rose che da personaggio “ordinariamente” eroico ha inciso zero nel trionfo del bene. Inoltre quel deficiente del suo moroso Flinn non sembra più considerarla minimamente. 

Perdono i coniugi Palpatine che hanno dato alla luce una figlia deficiente. Si sono sacrificati per lei e questa si fa chiamare con cognome degli Skywalker (di cui ben due esponenti – Anakin e Ben –  hanno cagionato migliaia di vittime in giro per lo spazio) solo perché fa figo.

E abbiamo perso noi spettatori che volevamo vedere la conclusione di una fiaba e ci siamo ritrovati davanti una costosa e spettacolare farsa. 

Reeeeeyyyy! cit. Finn in ogni scena.
Reeeeeyyyy! cit. Finn in ogni scena.

UNA DEBACLE GALATTICA

Difficile salvare qualcosa. La sceneggiatura ha dei buchi enormi tanto che, sia come film singolo, sia come opera conclusiva dell’intera saga, Episodio IX fallisce palesemente. I personaggi non evolvono, non avanzano di un millimetro. JJ, nella sua smania di cancellare il ricordo di Johnson, rende inutile narrativamente l’episodio VIII. Poe, Flinn, Rose sono delle macchiette, utili solo a fare qualche comparsata. Si predilige la quantità anziché la qualità. Cacce al tesoro, salti di pianeta in pianeta, nuovi personaggi che stanno su schermo 3 secondi, spiegoni continui per orientare lo spettatore. Un disastro. Quanto a Rey, è stato plasmato uno dei personaggi più insipidi delle saghe pop. La Ridley ce la mette tutta ma non buca lo schermo e con la sceneggiatura da B movie che si ritrova rimane l’eroina senza macchia e senza paura del primo film. Quanto al signor Driver, ritengo che sia l’unico elemento positivo dell’intera nuova saga starwarsiana. Questa ha avuto il merito di far salire alle luci della ribalta un attore straordinario, capace di calarsi nei ruoli più disparati pur mantenendo una presenza scenica ed un carisma eccezionali. Spiace che il suo Kylo Ren sia stato trattato con i piedi, finendo per essere un cattivo fallito ed un buono dell’ultimo secondo. 

Si salvano le musiche, alcuni effetti speciali e qualche sporadica scena. Ma è troppo poco. 

La nuova saga è nata male, su fondamenta di sabbia. Si ha l’impressione che la sceneggiatura sia stata scritta poco a poco, basandosi sulle reazione del pubblico dopo ogni film. Visioni diverse, mutamenti di rotta, cattivi tirati fuori dalla naftalina all’ultimo minuto. Non si scrive una saga in questo modo, spiace. Eravamo partiti con l’idea dell’eroina venuta dal nulla, “figlia di nessuno”, avevamo visto che chiunque poteva usare la Forza (la splendida immagine finale di Episodio VIII) e siamo arrivati al punto che tutta la storia galattica è sempre una questione di faida familiare tra Palpatine Skywalker. Se non ti scorre nelle vene sangue di una delle due stirpi sei una Rose qualunque. Meraviglioso.

Pensavo che con lo Hobbit si fosse toccato il fondo quanto a citazionismo e fan service. Mi sbagliavo.

Se episodio VII era un discreto capitolo ed episodio VIII un grande film, episodio IX butta in un buco nero tutto quanto di buono fatto prima e, siccome non siamo in Tenet, non si può tornare indietro. 

11 pensieri riguardo “Star Wars: l’ascesa di Skywalker – dalle stelle alle stalle

  1. Non ho visto questi ultimi tre film (non sono un fan della serie, in generale. Sono uno dei tredici eretici al mondo che non ama Star wars XD ) ma basandomi su questo tuo articolo, ho un’ipotesi sulla pazza ex di Poe: è una cripto-citazione incrociata di Carrie Fisher, già Leia, in Blues Brothers 😛

    Per il resto, il genocidio dei personaggi classici, dischi fissi dei robot inclusi, sembra puntare a fare spazio ai nuovi personaggi – manovra difficile che può far perdere punti sulla patente, dato che i fandom più appassionati tendono a essere conservatori e i personaggi carismatici non si scrivono a tavolino, ma diventano tali quando concorrono diversi fattori (scrittura, guardaroba, interprete, sensibilità -o assenza della stessa – dello spettatore).

    Infine, quando imposti un discorso da zero a eroe in cui può ascendere chiunque, ma tutto si risolve in nepotismo mistico, forse devi chiarirti le idee come autore. E non sarebbe male rompere il ciclo che spinge il supercattivo finale ad assumere solo ingegneri incompetenti per le tue macchine dell’Apocalisse XD qui le voci che urlano di terrore all’unisono per poi spegnersi sono quelle di quella manciata di spettatori che si degnano di mantenere un po’ di spirito critico, senza recitare i salmi religiosi in onore di Lucas, che quando c’era lui, la morte nera esplodeva in orario…

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    1. La citazione della Fisher sarebbe troppo elaborata e fine per le menti poco acute dietro questo obrobrio filmico ah ah.
      “Nepotismo mistico” mi piace, hai riassunto tutto in due parole, chapeau!
      Star Wars non ha mai brillato per sceneggiature complesse e, proprio per questo, riuscire a sfigurare con i capitoli precedenti sul piano della complessità di trama era impresa ardua. JJ e Terrio si sono superati stavolta. La trilogia nuova doveva essere pianificata tutta dall’inizio invece è stata la fiera del fan service più sfegatato. Che peccato. Spero che almeno il buon Indiana Jones non faccia la stessa fine. Il Teschio di Cristallo non fa presagire grandi cose ma confido nel miracolo.

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      1. Il teschio di cristallo (continuo con le mie eresie) non era terribile, a parte il frigo antiatomico, ma aveva delle sciocchezze niente male e un problema di fondo: possiamo fingere di essere ancora negli anni ’80, ma viviamo in un altro periodo e l’ingenuità di alcune storie avventurose di allora potrebbe stare fuori posto, dopo il 2000.

        Senza contare che i fan di Indie tendono a vedere anche robette come il tempio maledetto sotto la lente sella nostalgia; per di più, dopo l’ultima crociata (per me l’unico film davvero sensato su Indiana Jones) non puoi abbassare di nuovo l’asticella!

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      2. Si, diciamo che la svolta aliena non mi aveva fatto impazzire. Concordo con l’opinione che vede l’ultima crociata come il miglior Indiana Jones (e con quel duo di attori non poteva essere altrimenti, tra l’altro).

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  2. Eh, non c’è che dire, non sono riuscito ad andarci leggero nemmeno io con ep.9. Ho pubblicato proprio oggi la versione inglese della mia recensione scritta un anno fa, se ti va di ricambiare una visita o in generale di dirmi la tua 😉

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