Cinema

5 motivi per i quali Roma è un film da non perdere

Roma di Alfonso Cuaròn è indubbiamente uno dei film principe di questo 2018. Dopo aver vinto il Festival di Venezia ed essere sbarcato prima nelle sale d’oltreoceano, poi in quelle nostrane (purtroppo poche), è stato infine reso disponibile su Netflix.

Per chiunque ami il Cinema questo è un film da vedere. Data la complessità del film, anziché procedere alla consueta recensione, mi limito a fornirvi dei motivi per i quali questa è un’ opera da vedere (possibilmente in sala), sperando di incuriosirvi e darle una possibilità.

Perché, quindi, vedere Roma?

 

1- PER LA REGIA

Tecnicamente Roma è magnifico. Per quanto mi rimetta a disamine indubbiamente più competenti, specifiche e puntuali di esperti in materia, posso dire che traspare – anche ad un profano –  da ogni singolo frame una cura del dettaglio quasi maniacale. Campi larghi, un senso di  “profondità” che permea tantissime scene, lenti movimenti di camera volti ad entrare letteralmente nella realtà di una famiglia di Città del Messico del 1971. Il film è pregno di elementi simbolici ma non è mai fine a sé stesso. Cuaròn non si specchia o si compiace ma “sente” la pellicola, vuoi per la tematica e vuoi, sopratutto, per la portata autobiografica (che non è possibile identificare in maniera esatta ma è sicuramente presente) delle vicenda della giovane Cleo.

Non mancano piani sequenza che scommetto vi rimarranno impressi tra camminate a passi svelti sui marciapiedi di una città sulla quale incombe –  come un’ombra – la presenza dell’esercito, all’intreccio tra una vicenda personale e una repressione a colpi di arma da fuoco o, ancora, ad una meraviglioso atto di coraggio verso persone care.

Cuaròn realizza il suo capolavoro grazie ad una dedizione ed una maestria che è davvero difficile, se non impossibile, non riconoscere.

A volte “fingersi morti” e lasciare per un attimo il mondo circostante può essere una buona idea.

 

2- PER LA PROTAGONISTA

Cleo, interpretata da una grande Yalitza Aparicio, è un personaggio per il quale è difficile non provare simpatia. La giovane messicana è una tata di una famiglia benestante (il capo famiglia è un medico e la moglie una biochimica) e, fin dalle prime scene, colpisce la sua umanità. Molto affettuosa nei confronti dei ragazzi di casa (tanto da sembrare quasi più mamma della vera madre, basti pensare al rito della buonanotte che dedica a ciascuno di loro). Cleo non è solamente la “tata perfetta” ma è una ragazza come tante. Ha un’amica (e collega di lavoro) con la quale si confida ed un ragazzo che le va dietro. La sua ingenuità, il suo approccio spensierato e privo di malizia rischia però di trascinarla in un percorso che la metterà a dura a prova. Non possiamo che starle al fianco, osservando come quella ragazza umile, educata e sempre ligia al dovere, debba affrontare sofferenza e dolore senza però mai rinunciare alla dignità, quel marchio di fabbrica che la contraddistingue.

Cuaròn non indugia mai in primi piani, osserviamo le vicende di Cleo ad una distanza non troppo lontana ma nemmeno troppo vicina, come se il regista volesse tirarci per la collottola senza catapultarci troppo dentro la storia di Cleo. Forse è questo uno dei motivi per i quali, seppur coinvolto emotivamente, non ho sentito “il pugno allo stomaco” ricevuto in un Manchester by the Sea, a titolo di mero esempio. Non mi ha travolto emotivamente ma questo certo non lo rende meno bello.

L’attrice che è stata scelta per una pura casualità (pare che fosse venuta al casting solo per accompagnare la sorella incinta), è grandiosa nel rendere un personaggio così dolce.

 

Yalitza Aparicio superlativa.

3- PER LA STORIA

La trama non è delle più complesse e non starò certo a rovinarvi la sorpresa di seguire le vicende. Quello che conta è il modo in cui viene narrata, la precisione chirurgica nel ricreare lo spaccato di un contesto socio-politico così distante dal nostro, nel mostrare (e non raccontare) i rapporti sociali tra la borghesia messicana ed i messicani di origini mixtecas che svolgono i lavori più umili.  La storia personale di Cleo e, più in generale, della famiglia per la quale lavora, ha sullo sfondo una Storia più grande che, di tanto in tanto, si intreccia con gli eventi della protagonista.

Quello che sembra un semplice passatempo potrebbe rivelarsi utile per altri fini…

 

4- PER LE DONNE

Se c’è un elemento assolutamente incontestabile di questa pellicola, è la presenza di figure femminile forti. Anzi, a dirla tutta, il genere maschile non ha un esponente decente in tutto il film. Di Cleo ho già parlato ma non è di certo l’unica donna che mostra una enorme forza caratteriale. Non bisogna dimenticare, infatti, la Sig.ra Sofia, la padrona di casa. Se inizialmente avevo avuto l’impressione di una snob che non voleva sporcarsi troppo le mani e che addirittura delegava la buonanotte alla prole alla tata anziché procedervi personalmente, col tempo e con gli sviluppi della storia familiare, ecco che inaspettatamente diventa un personaggio sfaccettato e con una determinazione invidiabile. Così distanti eppure così vicine, Cleo e la Sig.ra Sofia percorreranno la loro strada irta di insidie stringendo i denti e dandosi manforte.

Se l’affettuosità dovesse essere simboleggiata da un personaggio, questo sarebbe senza dubbio Cleo.

 

5- PER IL REGISTA (E NON SOLO)

Dopo qualche secondo dall’inizio del film, quando scorrevano i titoli di testa e viene inquadrato pavimento a piastrelle che viene pulito da un mare (dettaglio non secondario) di sapone, pensavo di aver visto male. Cuaròn alla regia, Cuaròn alla fotografia, Cuaròn come co-sceneggiatore. In pratica mezzo film l’ha fatto lui. Scherzi a parte, è il progetto della vita del regista messicano che tira fuori dal cilindro un capolavoro (non casualmente ma grazie ad una minuzia registica ed una pulizia dell’immagine che mi ricorda l’immensa pazienza che avevano i monaci amanuensi) ed è un’opera destinata a rimanere impressa, forse più dei lavori del suo compatriota (e duplice vincitore agli Oscar) Inarritu.

Roma potrà piacervi o meno, potrà coinvolgervi e trascinarvi o lasciare un pò più freddi, ma per il sottoscritto è una pellicola che merita davvero una possibilità. Prendetevi due ore e rotte libere e godetevi del sano Cinema.

Il padre di famiglia, un personaggio decisamente non positivo. Il primo posto, però, della persona più orribile se lo aggiudica qualcun altro.

 

 

P.S. motivo 5 bis – PERCHE’ E’ SU NETFLIX

Se siete abbonati alla piattaforma streaming in questione, non avete davvero scuse.

P.S. 2 Vi lascio il link della spiegazione di una delle scene più belle del film. Alcuni riferimenti simbolici mi erano del tutto sfuggiti (gli orologi).

(spoiler)

https://www.youtube.com/watch?v=jCa6tRUretU

P.S. 3 Un grosso grazie a Kasabake il cui post su Facebook (di sentito entusiasmo per Roma) mi ha spinto a decidermi a vederlo.

P.S. 4 Bellissimo l’easter egg con il quale Cuaròn fa riferimento ad un suo certo film ambientato nello spazio

P.5. Roma è anche la marca di un detersivo molto diffuso nel Messico di allora. Una semplice coincidenza la prima inquadratura?

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3 pensieri riguardo “5 motivi per i quali Roma è un film da non perdere”

  1. Un articolo sontuoso ed anche un pezzo di giornalismo critico davvero eccellente, come penso non si leggerà nelle tante critiche che piano piano affioreranno qui e là, sia, su WordPress, sia sulle testate generaliste: un post fantastico, che mi rende ancora più vicino a te di quanto già non lo fossi ed al quale non mi sento di aggiungere nulla, né di eccessivo tecnicismo né di spiegazioni di alcune allegorie nascoste nella pellicola, perché non voglio assolutamente rovinare il perfetto equilibrio di questa disamina che hai deciso di articolare in 5 punti, scelta a cui applaudo, non solo per simpatia, ma per massima stima.

    Quando questa sera, mentre stavo gironzolando per i banchi della mia libreria preferita (fortunatamente aperta fino a mezzanotte tutti i giorni), sono rimasto quasi folgorato nell’aprire l’applicazione di wordpress sul mio smartphone e vedere che avevi scritto un pezzo su questo meraviglioso film di Cuaron: tieni conto, amico mio, che non ero stato assolutamente raggiunto nemmeno della notifica che sarebbe dovuta arrivarmi in base al tuo link, ma questa non è cosa che deve stupire, perché è purtroppo ben noto che ultimamente l’applicativo della nostra piattaforma presenti non pochi problemi… Ad ogni modo, nulla avrebbe potuto distogliermi a quel punto dal leggere tutto d’un fiato la tua recensione.

    Mentre scorrevo le tue righe e gustavo l’assennatezza delle tue parole, sorridendo ad ogni passaggio coincidente con le emozioni che io stesso avevo provato durante le due visioni del film, montava lentamente in me la gioia per aver trovato un compagno di penna dai gusti così simili ed anche se questo non dovrebbe nel modo più assoluto essere motivo di maggiore encomio, io ne gioivo ugualmente tantissimo, finché poi addirittura, sul finale non mi ringrazi pubblicamente, citando un mio post di Facebook (assolutamente indegno se paragonato alla completezza della tua critica), che non mi ero nemmeno reso conto tu avessi letto ed anche gradito!

    Abbiamo entrambi visto ed amato questo film, probabilmente ce lo siamo entrambi letto così attentamente da lasciarcelo impresso nell’animo: la scelta delle parole che rispettivamente abbiamo usato, diverse ma anche sorelle, ne è evidente testimonianza, ma proprio per questo, come ho già detto all’inizio di questo commento, non sento necessario aggiungere nulla di più a ciò che hai già detto e piuttosto preferisco rinnovarti di nuovo i miei complimenti per la scelta fantastica di questa recensione, per l’affetto che mi hai mostrato ed infine, sì, perché no, senza alcun ipocrisia, per il re di scrivere.

    Sei un grande, Amulius!

    Piace a 1 persona

    1. Grazie Kasabake. Per quanto ne avessi sentito parlare quasi ovunque sul web, ero ancora indeciso se guardarlo al più presto o relegarlo nella lista dei film “da vedere prima o poi”. Temevo la noia, una presunta pretenziosità della pellicola, un’autorialità tale da alienarmi al film. Poi ho visto il tuo post su facebook (dire post, tra l’altro sarebbe riduttivo, si tratta di una mini-recensione a tutti gli effetti) e mi hai instillato la curiosità di vederlo e, poco tempo dopo, mi stavo gustando già i titoli di testa. Nel mio piccolo e con certamente meno competenze in materia, vorrei riuscire a suscitare un minimo di curiosità verso l’opera di Cuaròn come il tuo post ha fatto con me. Sono io a ringraziarti, ancora una volta, Kasabake.

      Piace a 1 persona

      1. Il tuo ringraziamento è un bellissimo complimento, che allego alla gioia già provata nel leggere la tua recensione del capolavoro di Cuaron, che ho già ampiamente lodato e che spero, a questo punto, possa essere letta dal maggior numero di persone, sia perché il film vale assolutamente i soldi spesi per un eventuale biglietto o un abbonamento a Netflix, sia perché in giro si leggeranno davvero a fatica analisi più belle della tua, magari più logorroiche o dettagliate, ma non più incisive e chiare.

        P.S. Ti faccio un piccolo ed insignificante spoiler… Anche quest’anno (anche se non ne sono certo) penso che a Gennaio pubblicherò un abituale post con la mia classifica personale dei film più belli del 2018 (rigorosamente scelti tra quelli visti e siprattutto usciti in sala in Italia quest’anno, escludendo cose viste da me in anticipo sui tempi o al contrario recuperi miei legati a stagioni cinematografiche trascorse) e tra i primi 5 ci sono 2 pellicole di due registi messicani… Tanto per capirci!

        Un abbraccio, Amulius.

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