Cinema, Videogames

Assassin’s Creed (il film): l’assassinio di un franchise

La Mela dell’Eden esiste davvero.

Il prezioso manufatto della civiltà degli Antichi capace di incidere sul libero arbitrio degli uomini è una realtà. Non si spiegherebbe altrimenti la partecipazione a questa specie di film di Assassin’s Creed del seguente cast (in ordine sparso): Michael Fassbender, Jeremy Irons, Marion Cotillard, Charlotte Rampling, Brendan Gleeson. In nessun altro modo attori di tale calibro avrebbero messo a disposizione la loro ars recitativa in uno scempio del genere.

Ultimamente mi è venuta l’idea di recuperare qualche pellicola che, per un motivo o per un altro, mi era sfuggita. Pensate al trauma che ho avuto nel vedere Assassin Creed pochi giorni dopo aver visto quella perla di Blade Runner 2049. Dalle stelle alle stalle. Dovrebbe essere vietato dalle convenzioni internazionali fare una roba del genere. Si, ok, me la sono cercata. Le recensioni erano tutt’altro che lusinghiere ma, per una volta, speravo che il fatto di conoscere i videogiochi che avevano dato (o avrebbero dovuto dare) ispirazione alla pellicola, mi avrebbe permesso di apprezzarla.

Ma quando mai!

Procediamo con criterio anche se, parlando di questo film del 2016, di criterio ce ne è veramente poco.

 

LA SAGA VIDEOLUDICA

Occorre, in primo luogo, fare una doverosa premessa. Essendo un film che si ispira all’omonima saga videoludica di casa Ubisoft, è necessario illustrare a grandi linee le linee portanti che hanno fatto sì che la il credo degli Assassini si imponesse come una delle serie videoludiche più longeve e di successo degli ultimi anni. Ricordo ancora quel lontano 2010 quando, rimescolando il classico cestone nell’ipermercato di turno, pescai a poco meno di 10 euro Assassin’s Creed per PC. Una grafica da urlo, uno dei primi open world dell’era moderna, una immersione in un’epoca storica mai vista, restai senza fiato. La storia si basava sulla eterna lotta tra Templari e Assassini incentrata sulla ricerca di manufatti degli Antichi, una civiltà superiore caduta in disgrazia da millenni si intrecciava con un ambientazione storica suggestiva come quella delle crociate. Il gioco si snoda in due grandi linee narrative: una ambientata nel passato (nei panni di un assassino) , una nel presente (nei panni di tale Desmond Miles, soggetto che viene rapito e “utilizzato”da parte dei Templari moderni per reperire i ricordi del suo antenato. Questa struttura bene o male si manterrà pressoché intatta (in due casi la linea temporale presente è stata omessa) per molti capitoli della serie (che prosegue ancora oggi con l’imminente uscita di Assassin’s Creed Odissey).

 

SCENEGGIATURA ALLA RINFUSA

Il film del 2016 non ha niente e dico niente di tutto ciò. Evidentemente sia la Ubisoft che la 20th century fox pensavano che bastasse inserire degli easter eggs sparsi qua e là (e nemmeno tanti) e assoldare un cast stellare per tirar fuori dal cilindro un prodotto decente e, perché no, di successo. Si sbagliavano. Di grosso.

“Ormai hai firmato, Michael. Non puoi più abbandonare questo film!” “Mi avete ingannato, toglietemi le mani di dosso! Chiamate il mio agente, subito!”

Assassin’s Creed si apre, dopo una sconclusionata introduzione di due righe,  presentandoci il protagonista, Callum. Dopo averlo visto assistere ad un evento traumatico da bambino, veniamo catapultati anni dopo con un Fassbender in gattabuia, pronto a finire sulla sedia elettrica. Il nostro omaccione si accomoda in postazione e viene fatto fuori. Forse sarebbe stato meglio se il film fosse finito in quel momento. E invece una Marion Cotillard con capigliatura impresentabile porta il nostro Callum in una base templare a Madrid. Lo scopo è sfruttare i ricordi impressi nel DNA di Callum per risalire alle azioni del suo predecessore, l’assassino Anguilar (intepretato dallo stesso Fassbender). Dopo numerosi info-dumper inseriti senza alcun criterio e con dialoghi veramente imbarazzanti, Callum si accomoda nell’Animus (lo strumento per mezzo del quale si simula la realtà passata riproducendo i ricordi dell’antenato) e finiamo con lui in una platinatissima e giallissima Spagna di tardo XV secolo.

La sceneggiatura finisce qui. Sembra che gli sceneggiatori abbiano presentato solo la bozza con i soggetti del film, anziché lo script completo perché per tutta la pellicola accadono cose senza senso con un padre ritrovato che parla per slogan (Gleeson), un Irons che è cattivo perché si, una Cotillard che gioca a fare la buona infermiera e non si accorge che lavora per i cattivi, un Fassbender che fa sguardi truci a destra e a manca mandando a quel paese (come lo spettatore) quasi ogni personaggio che incontra, assassini moderni imprigionati nella struttura che si godono la villeggiatura, templari che organizzano riunioni nel centro di Londra e, dulcis in fundo, una mela dell’Eden che non si sa cosa faccia se non fungere da lampada fosforescente.

Abstergo Spa: idromassaggi di nuova generazione.

 

A.A.A. ASSASSINO CERCASI

I giochi hanno basato il loro successo sul fatto di catapultare il giocatore all’interno di un’epoca lontana (che sia il Medioevo, il Rinascimento,la Rivoluzione Americana e Francese e così via), permettendogli di muoversi in un diorama virtuale nel quale il nostro eroe agiva nell’ombra o in maniera plateale. Ebbene, nel film di Assassin’s Creed, l’assassino Anguilar ha un minutaggio ridicolo e non viene minimamente caratterizzato. Già è grave il fatto che nessun personaggio della linea temporale moderna abbia un minimo di spessore, ma che nemmeno l’assassino in un film di assassini possa essere qualcosa di più di un tizio che salta e mena dicendo tre parole in croce è davvero il colmo. Siamo ai livelli di profondità dei film di Seagal o Statham.

“Ci hanno truccato e agghindato in questo modo per dire solo due battute e per essere sostituiti dagli stunt-men durante le scene d’azione, te ne rendi conto?”

Una pellicola senza ritmo con una parte centrale orripilante, intrecci di trama sconclusionati, dialoghi da cartone animato anni ’70 e regia anonima. Si salvano solo le scene d’azione ambientate nel passato dove gli stunt-man danno sfoggio di bravura saltando di tetto in tetto ma non c’è altro da salvare in un film che è un vero e proprio disastro.

Il colmo è che, pur con una scrittura insulsa, gli autori sono riusciti addirittura a non far collimare perfettamente questo film con la saga videoludica.

Un’impresa a dir poco incredibile quella di scontentare tutti.

Per concludere, non posso che considerare questa pellicola come una delle più brutte mai viste dal sottoscritto. Esistono film trash, film di cattivo gusto (per intenderci, faccio rientrare di diritto in tale categoria un “Cattivi Vicini”…brrrr che orrore) ma con Assassin’s Creed si sono toccate vette inimmaginabili che danno l’impressione di un film a metà dove nessuno si è impegnato (a parte gli attori principali che però finiscono per essere inghiottiti dal buco nero di dialoghi e sceneggiatura da b-movie) e che uccide una possibile saga cinematografica, parallela a quella videoludica, sul nascere.

Nemmeno i Templari sarebbero riusciti a far fuori tutto il Credo degli Assassini in così poche mosse.

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5 pensieri riguardo “Assassin’s Creed (il film): l’assassinio di un franchise”

  1. Whaoo, sei stato davvero crudele con la pellicola di Kurzel, film che ad onor del vero è stato a suo tempo ampiamente sbeffeggiato da tutti, pubblico generalista, ctitica specializzata ed estimatori della serie di videogames… Eppure io, che appartengo alla terza categoria, pur riconoscendo la fondatezza della tua critica ed avendo notato anch’io le evidenti lacune del film soprattutto a livello di sceneggiatura e di plot, non sono riuscito a disprezzarlo del tutto ed anzi mi sono persino divertito, complice una assoluta mancanza di aspettative positive sulla pellicola è una certa assoluzione etico artistica da parte mia legata alla tradizione pessima degli adattamenti cinematografici di videogiochi in generale e sulla deriva che le stesse storie di videogiochi della serie di Assassin’s Creed hanno avuto nel corso del tempo…

    Quello che infatti per me all’inizio era stata la caratteristica del videogame, ovvero una potente originalità narrativa tutta europea con cui l’opera videoludica si era smarcata palesemente da altri concorrenti del medesimo genere, si era rapidamente trasformata in un pasticciaccio con i capitoli successivi, con anche alcune cadute di stile notevoli, ma fortunatamente anche alcune riprese eccellenti; la serie di Assassin’s Creed quindi si presentava i miei occhi in maniera simile ad una serie fumettistica fantasy, il cui adattamento cinematografico poteva tranquillamente essere caratterizzato, come oramai accade di frequente, non già come la traduzione più o meno fedele della storia del videogioco, bensì come creazione di una storia parallela completamente diversa e che, come giustamente tutti speravano, compreso tu ed io, sarebbe potuta diventare un nuovo franchise.

    Il mio riferimento sulla carta, quindi, era divenuto il lavoro che al cinema era stato fatto con Resident Evil, saga di film pessimi ed atroci dal punto di vista narrativo il cui unico scopo fu divertire lo spettatore nel modo più trash possibile.

    Con questi aspettative e questa idea assolutoria di ogni tradimento possibile, mi ritrovai al cinema la sorpresa di un cast, come hai sottolineato anche tu, davvero straordinario, con 2 interpreti maschili addirittura presenti nella mia Best 25 Actors ed una interprete femminile tra le mie preferite in assoluto; in aggiunta a tutto questo, la messa in scena e non la sceneggiatura sia chiaro è stata affidata ad un eccellente Justin Kurzel, del quale avevo apprezzato moltissimo il suo Macbeth, con i medesimi attori per altro.

    Una delle cose che è stata inoltre più criticata di questo film anche dalla critica tradizionale è invece a mio avviso una delle cose più belle (forse l’unica davvero tale oltre al cast) ed ossia il fumo che aleggia costantemente su tutte le scene, talvolta rendendo difficile la visione delle strade quando le riprese col drone calano dall’alto e questo per chi come me è amante della storia del Medioevo e di tutto il periodo che va dalla caduta dell’Impero romano fino all’epoca moderna è stata una trovata originale, coraggiosa e artisticamente eccellente, ma anche assolutamente incompresa.

    Riassumendo: il film è una cagata pazzesca? Certamente sì, Senza dubbio alcuno… Mi sono divertito nel guardarlo? Di nuovo sì.

    Un abbraccio, Amulius.

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    1. Kasabake, De gustibus non dispuntandum est, sono contento che almeno tu ti sia divertito. Io ci ho provato ma stavolta non ce l’ho fatta.
      Se il film fosse stato interamente ambientato nella Spagna del XV secolo (magari con solo qualche breve scena nel presente), mi sarei probabilmente divertito, anche se si fosse preso qualche licenza storica. Le scene d’azione e l’atmosfera (che hai apprezzato) potevano, secondo me dovevano, essere sfruttati appieno. Io sono un appassionato di film storici o comunque in costume, non avrei chiesto di meglio. Invece ci ritroviamo con spezzoni e assaggi di tale Aguilar che balza sui tetti ma non sappiamo nulla di lui e della sua affascinante compagna. Gli autori hanno preferito farci sorbire le perenni perplessità di Callum nel centro di ricovero per anziani assassini condotto da un Irons poco sfruttato (a dir poco).
      Sì, sono stato crudele ma vedere un franchise morto sul nascere mi fa veramente arrabbiare. Con pellicole di questo tipo si dà indirettamente ragione a chi sostiene che i videogiochi non possono essere trasposti sul grande schermo, un’opinione con la quale non concordo: l’adattamento è difficile ma tutto dipende dalla bravura degli sceneggiatori che devono essere capaci di adattare utilizzando tempi,forme e modi del Cinema. Ho evitato l’ultimo Tomb Raider e ti confesso, se anche con il reboot delle avventure di Lara (i film con la Jolie non li ho mai apprezzati, li ho sempre considerati delle grosse produzioni volte a far accorrere il pubblico in sala per vedere la Jolie correre e sparare in abiti succinti) con la delicata Vikander dovesse essere uno scempio, alzo le mani.

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      1. Ma sai che ho glissato anch’io sull’ultimo Tomb Raider? Mi sono davvero rotto le palle di regalare soldi e tempo in questi continui rimaneggiamenti d’immagine, seriamente… Che poi la Vikander ci sta davvero come i cavoli a merenda con il personaggio… L’ho vista a Bologna, nella trattoria dove è andata a mangiare i tortellini con il marito Fassbender ed è una nana pazzesca! Niente di male ovviamente in senso assoluto (guarda Peter Dinklage, un idolo!), ma per interpretare una sortab di amazzzone archeologa mi sembra un po’ una forzatura…
        A proposito, invece, di casting azzeccati… Ma quanto sono in parte, almeno dal trailer, John C. Reilly e Steve Coogan in Stan & Ollie? Tra l’altro mi sono da poco goduto un bellissimo docufilm sulla vita artistica e biografica del duo comico trasmesso su Sky Arte ed apprezzo molto questa operazione BBC…

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      2. Oddio, sto ancora ripensando alla scena di un Fassbender ed una Vickander a mangiare tortellini ahhah. Epico. Se non altro, hanno buon gusto! Sia lode ai tortellini! La mancata altezza di Alicia la nascondono bene nei suoi film, questo è sicuro.
        Ho visto il trailer e per qualche attimo ho avuto il dubbio che fosse una sorta di documentario su di loro. La somiglianza è impressionante. Potrebbe esserci odore di Oscar, che dici?

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