Tra loop e paradossi temporali: due film sci-fy da non perdere

Viviamo in un periodo che all’apparenza è molto florido in ambito cinematografico per quanto riguarda la fantascienza. Dei titoli che mensilmente escono nelle sale almeno uno, di solito, appartiene al genere in questione. Ad un esame più approfondito però vediamo una caterva di sequel/reboot di franchise nati anni fa (Alien,Blade Runner, Jurassick Park, Terminator,Robocop giusto per fare due nomi), saghe storiche come Star Wars fino ad arrivare ad abomini come Transformers (scherzi a parte, non mi piace proprio vedere robot alieni che si prendono a mazzate ma devo ammettere di aver visto solo il primo capitolo – e mi basta).

C’è qualcos’altro oltre ad Arrival? Magari tra i film usciti negli ultimi 3 anni?

A fianco degli ormai non troppo recenti Moon, District 9, Source Code, Mad Max e lo stesso Donnie Darko (per non parlare di Interstellar), inserisco due pellicole di cui si sente parlare troppo poco.

Sto parlando di The Edge of Tomorrow e Predestination.

Oltre ad essere due film riusciti, sono accomunati dal fatto di giocare col Tempo. E siccome appena sento odore di paradossi e loop temporali mi fiondo alla velocità della luce, non potevo non recensirli.

THE EDGE OF TOMORROW

Si muore una volta sola…o forse no.

Sembrava il classico blockbusterone che non avrei degnato di uno sguardo. Robottoni (o per essere precisi esoscheletri), un’invasione aliena e Tom Cruise inserito a caso. Per fortuna gli do una chance. E faccio benissimo. E’ un film riuscito in ogni sua parte.

Tratta da un romanzo illustrato giapponese, la pellicola ci racconta la storia del protagonista William Cage, interpretato da Cruise, un ufficiale dell’esercito  addetto alle pubbliche relazioni che – suo malgrado – si trova catapultato in prima linea a combattere contro i misteriosi ed inarrestabili  Mimics.

La prima cosa che colpisce è la sceneggiatura: l’evoluzione di Cage è molto ben realizzata. Insolitamente troviamo un Cruise che interpreta un personaggio abbastanza pavido, mediocre. Dotato di una buona parlantina, certo, ma nessuna abilità combattiva. Sarà solo a seguito di un particolare evento che scoprirà di essere dotato di un potere – originario degli stessi Mimics, per il quale si trova incastrato in un loop apparentemente infinito: ogni volta che muore, ritorna al punto di partenza. Vivendo in questo continuo ciclo svilupperà ovviamente doti militari di tutto rispetto (e vorrei vedere. Dopo che combatti 1000 volte la stessa battaglia sarebbe strano il contrario) e troverà una alleata nella misteriosa e affascinante Rita Vratasky (interpretata da una Emily Blount in grande spolvero). A fianco alla tematica principale (guerra con i mimics e rottura del loop), troveremo anche una particolare relazione tra i due meno scontata di quanto si possa pensare.

Se questo è l’impianto narrativo, dal punto di vista dell’azione il film è decisamente all’altezza. Senza mai strafare con la CGI, i combattimenti sono adrenalitici nel mezzo di una fotografia molto polverosa. Riusciamo a scendere sul campo di battaglia con Cage (e a cadere con lui) senza i giramenti di testa alla Bay. Non mancano momenti leggeri ed alcuni più drammatici. Tutto è calibrato alla perfezione. Come una zuppa fatta come si deve, ogni ingrediente è dosato in modo da farsi gustare senza però stuccare.

The Edge Of Tomorrow non ha certo pretese filosofiche altissime o chissà quali dilemmi morali, eppure intrattiene alla grande, riuscendo ad essere un ottimo blockbuster originale, adrenalinico e con una sceneggiatura all’altezza.

Si parla di un’imminente sequel. Non vedo l’ora.

P.S.  La canzone ufficiale Love Me Again non poteva essere più azzeccata.

P.S. 2 E’ il lontano parente del “Giorno della Marmotta”, stavolta in salsa fantascientifica.

P.S. 3 Cosa non è Emily Blount in questo film. E qui mi fermo.

Per il ruolo è semplicemente perfetta. Sguardo arcigno, pochi sorrisi e tante mazzate.

PREDESTINATION

Di tono decisamente diverso è Predestination.

Già per farvi un’idea del livello di Q.I. richiesto per seguire il film e dei momenti di confusione mentale che dovrete vivere, vi basti sapere che c’è di mezzo Ethan Hawke (Gattaca vi dice nulla?). E tutti sappiamo che quando il Sig. Hawke è coinvolto, il film non è mai banale. Me lo immagino a sogghignare diabolicamente mentre sceglie il film più complesso tra quelli che gli sono proposti, pensando già a quanti mal di testa farà venire agli spettatori.

Pensavate di vedere un film con me, Ethan Hawke, senza un accenno di emicrania? Poveri illusi!

Tratto dal racconto Tutti Voi Zombie di Hanlein, parla di un viaggiatore nel tempo molto particolare.

Non posso davvero dirvi di più perché il bello del film e lo svelamento della trama, piano piano.

La “lentezza” della pellicola è funzionale a caratterizzare i personaggi e a farci cogliere qualche indizio per capire dove si voglia andare a parare.

Serve molta attenzione ma, sia chiaro, non è un film incomprensibile. Come difficoltà, lo paragonerei ad Inception: comprensibile a costo di non distrarsi troppo.

E’ un film che si diverte a giocare con i paradossi temporali e con l’idea, a me tanto cara, della circolarità temporale. Non è certo un trattato scientifico o un mattone, ci sono scene d’azione e di suspance ma, rispetto a The Edge of Tomorrow, è decisamente più cervellotico e meno action. Ma ne vale la pena. Ha tutto per essere uno dei punti di riferimento nel sotto-genere film sci-fy sui viaggi nel tempo: trama affascinante, ottime interpretazioni di Hawke e di Sarah Snook, colonna sonora incalzante.

Non lo dimenticherete facilmente.

P.S. “Mi manchi terribilmente” è la frase simbolo del film.

Al bar meglio da solo od in compagnia?

9 pensieri riguardo “Tra loop e paradossi temporali: due film sci-fy da non perdere

    1. Mi manca! Mi ero ripromesso di vederlo al cinema ma non ce l’ho fatta. Da estimatore dell’anime (ed io non sono particolarmente fan degli anime) non volevo perdermelo. L’hai visto?

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    1. Hai ragione, me lo sono dimenticato!
      Ero così concentrato a trovare i sequel/reboot diciamo poco “convincenti” che mi sono scordato di un Mad Max che è stato invece decisamente all’altezza. Confido in Blade Runner 2049, i presupposti ci sono (regista e cast): speriamo bene!

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  1. Ghost in the shell è uno dei pochi live action ben riusciti da un manga giapponese, peccato che non ha avuto il successo che meritava. Per quanto riguarda il film di tom cruise nonostante alcune differenze con la Light novel giapponese è una trasposizione ben fatta

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      1. Il seguito probabilmente sarà originale la Light novel è finita con il film ma con un finale diverso. Io ho letto il manga edito dalla panini è merita. Ghost in the shell è abbastanza diverso dal manga. I personaggi per fortuna sono quelli ma se scrivo altro rischio di fare spoiler… Ne riparliamo quando l’hai visto

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