Caro Martin ti scrivo: cosa hai combinato?

Caro Martin ti scrivo.

Ho scoperto la tua saga quando ancora erano in pochi, perlomeno in Italia, a conoscerla. Grazie alla saggia politica della Mondadori volta allo spezzettamento in mille volumi della tua opera magna, pescai in libreria “I Fiumi della Guerra”. Non ci capì un tubo. Vallo a spiegare a quei geni che curavano la distribuzione delle Cronache che scrivere l’ordine esatto di una saga fantasy è d’aiuto per chi vuole leggere tutto con un minimo di criterio, sopratutto se in ballo ci sono mille personaggi e luoghi. Sta di fatto che, dopo alcuni mesi, compresi che il primo libro delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco era un altro. E così iniziò il mio viaggio a Westeros. Era il 2008. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Speculazioni, discorsi con altri lettori, frequenti visite a forum online. Poi è arrivata la serie tv. Entusiasta dall’idea di vedere sul piccolo schermo i personaggi solo immaginati, feci un vero e proprio countdown all’uscita della prima puntata. Ho storto il naso per alcune differenze con il materiale originario e per l’uso abbondante di scene hot (non conoscevo ancora bene l’HBO), però ero soddisfatto. Tutto sommato poteva andare peggio. Poteva tutto risolversi in quella cosa indegna chiamata la “Spada della Verità” che, da serie fantasy abbastanza cruda, divenne una sorta di Hercules made by Disney con una trama totalmente differente( A proposito, dopo la 2 stagione ha chiuso i battenti. Strano.).

Torniamo a noi. Dalla seconda stagione le differenze si accentuano, anche se ci sei tu a scrivere un episodio a stagione. Alcuni personaggi non compaiono, altri sono decisamente diversi da come da te descritti. “Esigenze di produzione”, “la serie tv è una cosa, i libri sono un’altra”. Ok, avete ragione. Smetto di seguire la serie con frequenza., ma è un problema mio. Mi concentro sull’uscita di A Dance With Dragons. Leggo il tuo ultimo libro (in italiano sono due). E’ il 2012.

A Dance With Dragons

La serie intanto diventa fenomeno di culto, tanto da diventare la più seguita insieme ai morti viventi di The Walking Dead ma io, ormai, ho deciso di mollare. I mesi passano e piano piano le stagioni della serie tv si avvicinano all’epilogo di A Dance With Dragons. Un epilogo in cui tu hai piazzato un bel “cliff-hanger”, con un Jon Snow morente. Dei due libri finali nulla di nuovo all’orizzonte. 

Arriviamo al 2015: ancora nessun seguito cartaceo. Si diffonde la notizia: la sesta stagione di Game Of Thrones supererà i libri. Giustamente alla HBO mica possono aspettare anni tra una serie e l’altra. Il loro prodotto funziona e hanno un contratto. Si va avanti. Gli sceneggiatori affermano di sapere già come tutta la storia andrà a finire, gli hai dato le dritte giuste.

Chi non muore si rivede
Chi non muore si rivede

2016: la sesta stagione si avvia alla conclusione. Nelle puntate finora andate in onda sappiamo tutti che Jon Snow se la caverà, sappiamo che determinati personaggi ritorneranno e che quelli assenti dalla serie e presenti invece nei libri non daranno alcun contributo rilevante alla fine dei giochi. La suspance comincia ad andare a farsi benedire. E’ vero che potrai cambiare le modalità con le quali un determinato personaggio perderà la vita o il tragitto di uno dei protagonisti ma il fattore sorpresa ormai ce lo siamo giocato. Non è concepibile nemmeno ignorare ogni forma di spoiler salvo rinunciare a Facebook e social per anni (forse per decenni), aspettando il tuo ultimo capitolo. A chi dice “bè, però conta il come si svolge una vicenda”, rispondo “ne siamo sicuri?” Siamo sicuri che se la decapitazione di Ned o delle Nozze Rosse fosse stato prima andato in onda in tv e solo dopo descritto dai libri, noi lettori saremmo rimasti lo stesso impietriti, sconvolti da quello che stavamo leggendo? Parliamo di una saga che punta molto sui colpi di scena. E’ ovvio che il media televisivo non potrà darmi tutte le informazioni e sensazioni che mi regalano i libri, ma è altrettanto evidente che sapere già chi vive e chi no, le varie profezie in atto e l’esito dei conflitti che si profilano all’orizzonte, mi fa cadere le braccia. Siamo di fronte all’unico caso in cui una serie tv basata su un’opera letteraria supera quest’ultima e la anticipa! Non ho notizie di un altro episodio analogo. 

E non è colpa della Hbo che ha trovato la gallina dalle uova d’oro, caro George.

La colpa è solo tua. Se mai finirai la saga, la leggerò.

Ma non sarà la stessa cosa.

8 pensieri riguardo “Caro Martin ti scrivo: cosa hai combinato?

  1. Sono d’accordo con te su tutto. Ho cercato di resistere e non guardare l’ultima serie, ma come scrivevi è praticamente impossibile. Anche io seguo Martin da una vita e devo dire di essere rimasto davvero deluso da come a gestito tutta questa faccenda. Un saluto.

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  2. Bah, per me modesto modestisimo lettore che comprai il primo volumo qualcosa come boh? 20 anni fa? Chi lo ricorda più? Ho trovato le prime due stagioni a tratti alterne (noiose interessanti) ma in generale molto meglio di qualunque altra produzione fantasy che ricordi.
    I libri? Anche qui, interessante costruzione di fatti luoghi e personaggi, poi anche Martin esagera a va fuori giri, e già alla Regina dei draghi, con la palese evidenza del brodo che si allunga con altri 100 personaggi, altri 100 fattarelli, e quel modo assurdo di portare avanti le storie in parallelo (che all’inizio affascina poi spacca le scatole) insomma alla fine molli… almeno a me ha fatto questo effetto. Per riprendermi mi sono riletto tutta la saga della Fondazione, libri aggiuntivi inclusi… Stesso criterio, stesse storie che si intrecciano (lì nei millenni) ma vabe’ son gusti.
    La HBO ha fatto quel che poteva (voleva?) per terminare la serie, non credo che Martin sappia ancora come finire il lavoro, è parere mio, ma secondo me nemmeno lui sa come finire “col botto”. Le ultime puntate della serie TV sono state il top del “ma vediamo sui forum che cosa vorrebbero” e così è venuto un mezzo romanzo rosa, un mezzo romanzo nero, un po’ Shakesperiano un po’ fantasy e molto “wow che bella recitazione e che bei primi piani”!
    Ciò detto, forse è grazie a questa serie TV (e non ai libri) che adesso qualcosa anche in Europa s’è mosso… Ciò che spero è che ci siano più riprese in esterna, meno scenografie alla Hercules \ Xena, e meno grafica al computer. Insomma, ci vorrebbe gente brava alla fotografia.
    Ok, termino questo sproloquio e ringrazio per il tuo post.

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    1. Ah ecco hai citato La spada della verità, da quel che ho letto la serie TV piaceva, anche se era più fuffosa e più love-story di quello che si è visto. Credo di aver letto che se non hanno proseguito è perché la Casa produttrice stava colando a picco, e nessuno poteva investire su una produzione, che comunque era costosa (per la Nuova Zelanda perlomeno).
      Le puntate? Ne salvo una mezza dozzina in tutto… ma il fatto che non me le ricordi più, ok sono passati anni, è indice di quanto abbia colpito poco.
      Sarei curioso di sapere se ha spinto tanti a leggere i libri, che comunque per spessore (cartaceo) incutono un certo rispetto.

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      1. Onestamente penso che non sia un bel momento per le trasposizioni di saghe fantasy sul piccolo schermo. Basti pensare alla stessa Ruota del Tempo (e c’è dietro Amazon, mica l’ultima casa produttrice). Lo ammetto: temo il peggio per Gli Anelli del Potere.

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