Cinema

Django Scatenato!

 

DJANGOTarantino ritorna. Alla grande.

Si butta su un genere che gli è molto caro: il western. Come sappiamo possiamo dividerlo nelle due categorie del western eroico di Wayne ,per intenderci, e dello Spaghetti Western. Django attinge da entrambe queste fonti e Tarantino aggiunge la sua spruzzata originale, volutamente esagerata ed iconica, che lo contraddistingue.

E’ possibile dividere il film in due parti: la prima si fonda sul riuscito duo Foxx-Waltz: un ex schiavo e un “dottore” che diventa il suo mentore. La miscela funziona molto bene grazie alla gigionaggine e furbizia del signor Shultz e alla freddezza di Django. La seconda invece vede l’entrata in scena di un Di Caprio inedito nel ruolo di detestabile villain ( grazie alla sua ottima interpretazione e ad una sceneggiatura che non lo rende un “cattivo” banale) e di Samuel L. Jackson nei panni una persona di colore alquanto detestabile, per utilizzare un eufemismo. Vi è una gara di bravura in particolare tra i due “comprimari” (Waltz e Jackson) e come outsider il malvagio Candie (Di Caprio). Foxx viene penalizzato dalla struttura del suo personaggio dell’eroe taciturno e freddo.  Certo è che fin quando abbiamo la presenza sullo schermo di Waltz il povero protagonista inevitabilmente finisce per essere un comprimario. Gli eventi però procedono e prenderanno una piega inaspettata e, dato che siamo in un film di Tarantino, esageratamente violenta. Sangue e spari. Gran finale col botto.

Cosa dire di questa ultima fatica del regista di Knoxville? Di sicuro è un’opera nella quale l’aria del western si respira. Già dai titoli di testa facciamo un tuffo nel passato per non parlare poi dei paesaggi, e di tutti quei clichè che connotano il western in quanto tale. Tarantino aggiunge del suo ovviamente e omaggia i primi piani (vedi Leone) repentini oltre che le sparatorie anche se non aspettavi un triello stile Buono,Brutto e Cattivo perché qua il ritmo è molto più frenetico. E’ inoltre un film che non si prende sul serio ( e spesso a spezzare il climax abbiamo scene esilaranti e non banali) pur senza dissacrare il genere al quale si avvicina. La mia impressione è stata più quella di un tributo, di un omaggio fatto da un cultore del cinema al Western con la W maiuscola.  Non mi dilungo sulle innumerevoli citazioni sparse per tutti i 165 minuti né sulle consuete scelte musicali sempre particolari ma mai fuori luogo che accompagnano le scene (con alcuni pezzi di Morricone. Devo aggiungere altro?). Rispetto ad altri suoi film (penso a Pulp Fiction, alle Iene o a Kill Bill) i flashback sono si presenti ma molto più frammentati  rendendo la trama più lineare (un punto in comune con Bastardi senza Gloria).

Viste le premesse,per un fan di Leone ( e oramai di Tarantino) ,questo non poteva che essere un buon film.

Si è rivelato un ottimo film.

Consigliato agli amanti del genere e a chi piace un cinema che intrattenga (senza scadere nel demenziale). Se una pellicola deve dare emozioni, bè, questa assolve pienamente il suo compito: ti prende per mano e per 165 minuti vivi una storia e, quando le luci si accendono, puoi dire con soddisfazione: “Ne valeva la pena.”

Grazie Quentin. Ancora.

P.S.

Un assaggio della soundtrack.

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