Scribacchiando

Al Cuor non si comanda

AL CUOR NON SI COMANDA

E’ una bella responsabilità quella relativa alla scelta del primo post.

Onestamente ci ho pensato a lungo e tra i vari argomenti in preparazione (nel mio encefalo c’è una confusione che pure la mia stanza a confronto sembrerebbe ordinata e vi assicuro che questo non è un buon segno) non riuscivo a decidermi:

esordisco con qualcosa di serio, magari di filosofico? No, troppo freddo.

Allora inizio con una bella recensione? No, troppo tecnico. E così via. E intanto passavano i giorni.

Ad un certo punto (che corrisponde temporalmente più o meno a 20 minuti fa durante una rinfrescante doccia tra l’altro) mi son detto: perchè non scegliere una via di mezzo? Qualcosa di non troppo serio,di  non troppo lungo e che non faccia spaventare  qualche possibile lettore del blog? Ecco che allora ho ripescato “Al Cuor non si comanda“, mini-storiella che scrissi qualche anno fa e che mi fa sorridere malgrado magari lo stile e il contenuto non siano certo da premio Strega.

E’ un pezzo indubbiamente personale col quale volevo ridere sù  situazioni sentimentali et affini.

Un metodo anche per esorcizzare l’inevitabile ansia.

Fatta questa premessa, vi auguro buona lettura con la promessa che a cadenza regolare recensirò,filosofeggierò e scriverò storielline di codesto tipo…

N.B. In realtà la saga è composta da quattro parti ma, a dire il vero, la seconda e la terza non mi sembrano riuscite granchè bene. Per questo vi propongo la prima e…l’ultima.

Al Cuor non si comanda (I) 2008

La Ragione tamburellava nervosamente le dita sulla scrivania pensando a ciò che stava per succedere. La pace e la tranquillità sarebbero andate presto a farsi benedire e tutto sarebbe sfociato nell’anarchia più totale…tutto per colpa di Quella!

E dire che non sapeva prima come ne era uscito, forse il detto’lontani dagli occhi, lontani dal cuore’ aveva un fondamento razionale. Si alzò dal grande scranno e cominciò a passeggiare avanti e indietro per quello che era il salone principale:il ponte di comando dell’Encefalo. Osservò il mega-schermo cinematografico e le immagini sfuocate che si susseguivano: aveva inserito da poco il pilota automatico per il sonno notturno e pensò a quante cavolate un essere razionale può pensare mentre dorme. Per fortuna c’èra lui a formattare tutto prima del risveglio.

Si diresse verso i computer che registravano i dati dei cinque sensi e lesse soddisfatto i dati: tutto era tranquillo, il corpo funzionava.Ora. Però nel giro di qualche settimana Lei sarebbe ricomparsa sul mega-schermo principale, sarebbe stata, come dire, un programma fisso.Ma perchè un essere umano razionale si deve innamorare sapendo già come andrà a finire? Per quanto si sforzasse di tenere sotto controllo quel cretino di Eros, sapeva che era una battaglia persa. Per ora lo aveva chiuso in uno sgabuzzino e aveva buttato la chiave ma conoscendo i suoi due amiconi, Timidezza e Paura, sarebbe evaso quando si fosse presentata l’occasione.

E poi, una volta scappato,avrebbe fatto i danni. Grossi danni. Per prima cosa i delicatissimi sistemi neurali si sarebbero surriscaldati e la memoria lo avrebbe avvisato di ‘improvvise perdite di dati’, poi dai computer centrali sarebbero giunti allarmi su una respirazione affannata, su un battito cardiaco alterato e su una eccessiva sudorazione. E questo se lei non gli avesse parlato. Se invece quella là avrebbe detto un semplice ‘ciao’ all’essere di cui egli era la Ragione, allora i danni sarebbero stati ancora più ingenti!

‘Povero me’ esclamò ad alta voce, e con un sospiro si diresse di nuovo verso la grande poltrona per sedervicisi con un tonfo. ‘E’ proprio vero che al cuore non si comanda!’


Al Cuor non si comanda (IV) 2009

“Signoriii, signoriii…..silenzio!!!! Per piacere!!!”

La Ragione martellava insistentemente il martelletto sul palco dal quale si sbraitava contro la folla che aveva davanti a sé.
Vestito in divisa militare,con la barba non tagliata da giorni e un quantitativo di cicche di sigarette enorme nelle tasche della divisa, guardava infuriato il grande ammasso di soggetti che aveva di fronte.

Aveva convocato il C.O.R.P.O.  (Congresso Ormonale Razionale Parti Operative) soltanto due volte nella sua ultraventennale attività di governo,solo che questa volta la battaglia sarebbe stata dura. Convocati al C.O.R.P.O.erano di diritto gli ormoni, tizi pelosi che stavano alla sua sinistra e facevano un gran baccano. Per giungere a degli scioperi in modo da lasciarlo lavorare in pace, la Ragione aveva dovuto condurre difficili fasi di concertazione con il loro capo sindacale, tale Testosterone, noto per la sua fermezza e irremovibilità nelle decisioni (e si sprecavano le battute in merito al suo nome). Ora se li trovava davanti assetati di lussuria come non mai…

Dall’altra parte si trovavano invece I Sentimenti che avevano invece il loro rappresentante in Timidezza, ovviamente il più silenzioso dell’assemblea. Oltre a lui c’erano tutti gli altri tra i quali quell’imbecille di Eros che lanciava segnali agli ormoni dall’altra parte…

“Silenzio!!!  Sicurezza, porti via Eros che reca disturbo! E voialtri TACETE!!”e mentre stava per pronunciare una imprecazione simil-bestemmia, vide da lontano Coscienza (che fungeva da notaio) che lo guardò con una tale aria da farli rimanere le parole in bocca e darsi una martellata sulle dita.  Mentre due neuroni portavano via Eros che rideva come un pazzo, gli altri parvero zittirsi.

“Signori, siamo in Guerra. Ci siamo ricascati nuovamente: i sintomi ci sono tutti.” E la Ragione indicò il mega-schermo alle sue spalle dove strani grafici comparivano. “ Oggi,martedì mattina, 3 neuroni per circa venti minuti hanno cessato di funzionare, tra poco sarà di nuovo il caos.” Scaturì un applauso dalla parte degli ormoni.

“Ho cercato il più possibile di evitarlo ma non ce l’ho fatta. Questa è diversa…speciale, forse. Per ciò vi ho convocati, per decidere il da farsi.”

Prese immediatamente la parola Testosterone, un energumeno
peloso che con voce roca disse: “ Era ora, tu non fai altro che idealizzare e progettare ma non combini mai niente!!! Fifone!”

Urli a scuarciagola dei colleghi.  La Ragione cercò un appoggio in Timidezza…che ovviamente stette zitto.

“Non possiamo lasciarci andare al pieno controllo di voi barbari!!! Ritengo piuttosto che, ahimè, dovremmo lavorare insieme per portare avanti il conflitto. Ricordandoci che comunque vada, sarà un successo o almeno così spero. Questa è la mia proposta: insieme ai rappresentanti delle parti del C.O.R.P.O., Testosterone e Timidezza, potremmo decidere insieme come procedere.”

Il primo esultò come un assatanato e venne issato dagli altri e lanciato in aria, Timidezza ovviamente si guardò intorno e deglutì. La Ragione guardò prima l’uno poi l’altro, si mise gli occhiali, tirò un sospiro profondo e disse tra sé e sé: “che Dio ce la mandi buona!”


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2 pensieri riguardo “Al Cuor non si comanda”

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